Casa: discriminazioni per i musulmani sia nell'affitto di alloggi privati che nell'assegnazione dei pubblici

Nell'accesso alla casa gli stranieri musulmani in Italia registrano discriminazioni sia nell’affitto di alloggi privati che nell’assegnazione di alloggi pubblici, anche se non esiste una casistica completa di questi abusi. Il “Rapporto di monitoraggio della protezione delle minoranze nell’Unione Europea: la situazione dei musulmani in Italia” evidenzia che le condizioni abitative per molti immigrati sono “estremamente precarie in conseguenza delle scarse disponibilità economiche e delle discriminazioni nell’accesso all’abitazione”.

In un Comune dell’Italia settentrionale sono stati adottati provvedimenti che vietavano ai non cristiani (e in particolare ai musulmani) l’accesso a chiese ed aree circostanti, “in evidente violazione dei principi costituzionali: il provvedimento è stato annullato”. Nonostante siano presenti sul territorio nazionale professionisti musulmani originari di paesi africani o mediorientali che vivono in condizioni agiate e sono ben integrati nel tessuto sociale, la maggioranza degli immigrati, inclusi i musulmani, vive in condizioni di concreta o potenziale povertà non solo nelle grandi realtà urbane del nord, ma anche nelle regioni e città meridionali. Anche se la società italiana “sembra evolversi verso la coabitazione tra cittadini e stranieri immigrati, inclusi quelli di religione musulmana, una significativa eccezione riguarda la comunità Rom/Sinti – sottolinea il Rapporto -. Circa un terzo dell’intera popolazione Rom/Sinti (120mila, 2/3 dei quali sono cittadini italiani) sono segregati in campi, in condizioni di estrema povertà”.

Se i servizi pubblici a disposizione dei musulmani sono generalmente di pari qualità rispetto a quelli garantiti agli italiani - in particolare scuole e ospedali -, invece nei quartieri gli stranieri “spesso abitano case di qualità inferiore e sono guardati con diffidenza e sospetto dagli abitanti italiani”. A Milano, ad esempio, mentre i prezzi delle case aumentano continuamente in tutta la città, compresi i quartieri più poveri, nell’area in cui sorge l’Istituto culturale islamico “la tendenza è contraria e i prezzi delle case scendono. Ciò indica con chiarezza la diffidenza, se non proprio la paura, ad investire in un’area largamente popolata da immigrati e di recente segnalata come possibile rifugio di persone operanti all’interno di organizzazioni fondamentaliste”, osserva il Rapporto Osi. Allo stesso tempo, a Mazara del Vallo “la pacifica coabitazione tra la popolazione locale e una numerosa comunità tunisina, per lo più occupata nell’industria della pesca, rappresenta un esempio di integrazione riuscita”.
Esiste una stretta ed ovvia connessione tra i problemi relativi alla casa e la questione lavorativa. “In molti casi, gli immigrati sono costretti a richiedere una fideiussione bancaria per garantire il pagamento dell’affitto, nonché a subire canoni locativi decisamente più alti rispetto a quelli riservati ai cittadini, a parità di condizioni abitative”. E il caro-affitti costringe spesso gli immigrati ad accettare condizioni di vita inadeguate, come abitare in gruppo in un monolocale o, addirittura, dormire in macchina.

 Manca ancora una parità di accesso all’edilizia popolare: nonostante il numero di case popolari messe a disposizione di cittadini extracomunitari sia costantemente aumentato dal 1995 al 2000, è comunque inferiore al numero di alloggi messi a disposizione di cittadini italiani e comunitari. Una norma del Comune di Milano, che disciplinava l’accesso alle case popolari, prevedeva un trattamento di favore per i cittadini rispetto agli stranieri con pari requisiti (età, stato di famiglia, lavoro...). Il Tribunale di Milano, applicando le disposizioni contenute nella legge 286/98 (che espressamente proibisce ogni pratica discriminatoria fondata su ragioni religiose, razziali e di origine nazionale o etnica), ha dichiarato illegittima la norma locale, condannando il Comune al risarcimento dei danni patrimoniali e morali. Non mancano segnali di discriminazione nell’accesso ad alloggi privati: numerose segnalazioni di proprietari e intermediari rifiutano di affittare abitazioni a immigrati extraeuropei, inclusi quelli musulmani. Secondo l’Eumc, lavoratori stagionali musulmani hanno sostenuto che i proprietari di abitazioni sono sempre più riluttanti ad affittare loro le proprie abitazioni.

 

Collegamenti Sponsorizzati
Tradimento.net
Il Portale dell’infedeltà,
informazioni e forum
www.tradimento.net

Paradisi Fiscali
Informazioni, segreto bancario, società offshore
www.paradisi-fiscali.com

La Loggia P2
La storia della più famosa Loggia
www.loggiap2.com