
L'Islam (dall' arabo, sottomissione a Dio), da pronunciare "Islàm" (con la 's' sorda) è una religione monoteista sorta a Mecca (Penisola Araba) nel VII secolo d.C. in seguito alla predicazione di Maometto/Muhammad (in arabo Muhàmmad, volgarizzato in Maometto), considerato l'ultimo e definitivo profeta inviato al genere umano da Dio (in arabo All?h) al mondo intero, cioè a tutti i popoli e a tutte le comunità religiose precedenti.
Quali siano stati i suoi modelli ispiratori è ancora argomento di discussione fra gli storici delle religioni. Se infatti si parla, talora un po' troppo semplicisticamente, di debiti nei confronti del Giudaismo e dello stesso Cristianesimo orientale e, più ancora, delle comunità ebraico-cristiane attive nella stessa penisola Araba - debiti per molti versi e in diversa misura del tutto innegabili - non manca però chi sostiene, non senza ragione, l'esistenza di una matrice indigena sud-arabica che affrancherebbe l'Islam da una sorta di tutela puramente allogena. Del resto non sono episodiche le prove, epigrafiche, artistiche (statuaria votiva) e archeologiche, circa l'esistenza di culti monoteistici negli ambienti culturali sud-arabici e il loro lento accostamento a forme sempre più spiccatamente monoteistiche.
Stati con popolazione di religione islamica: 10% del totale.
Verde chiaro: sciiti - Verde scuro: sunniti, quanto al lessico impiegato, se in altri contesti linguistici diversi da quello italiano una differenza sostanziale fra il termine Islam e Islamismo è marcatamente sfumata, in Italiano una diversità sostanziale invece esiste, perché con la parola Islam s'intende quell'insieme di atti di fede, di pratiche rituali e di norme comportamentali che è praticato da sunniti e sciiti che, insieme, rappresentano quasi il 99% dei fedeli musulmani, mentre il termine Islamismo indica di fatto una concezione dell'uomo e del mondo che s'ispira ai valori dell'Islam ma che si esprime a livello squisitamente
Obblighi morali e sociali
Oltre a questi obblighi, il musulmano ha il diritto-dovere di assolvere al jih?d, l'"impegno sulla strada di Dio", nella speranza di vedere nell'Aldilà il Suo Volto, che si esprime - nella sua forma principale (detta "maggiore") nella lotta contro le proprie pulsioni negative del corpo e dello spirito. Come "jih?d minore" s'intende invece la continua ricerca di espandere i confini fisici e sprituali della Umma. Combattere contro chi vi si oppone con forza può assumere forme violente.
Il "jih?d maggiore" costituisce il sesto pilastro dalla scuola giuridica (madhhab) sunnita del Hanbalismo e dall'intero Sciismo.
Per spiegazioni più dettagliate si rinvia al relativo lemma. Generico obbligo è il compiere il bene e combattere il male ovunque essi si trovino, ricorrendo a ogni mezzo lecito e necessario (con la mano, la parola, la penna o la spada), laddove il bene e il male sono determinati esplicitamente da Dio nel Corano, dovendosi intendere come Bene la Sua volontà e Male il disobbedirgli.
Nessuna "teologia naturale" è ammessa, che possa far presumere all'intelligenza umana di penetrare razionalmente i confini tra il Volere di Dio e la Sua non-Volontà, essendo la creatura umana tenuta ad assoggettarsi senza distinguo al dettato coranico. In senso letterale, la parola "Islàm" significa infatti sottomissione, abbandono o obbedienza a Dio, nel senso di abbandono a un Progetto divino che concerne l'umanità intera e che l'uomo non può conoscere per la sua intrinseca limitatezza, al quale tuttavia esso si dovrà abbandonare, fiducioso della bontà e della misericordia divina.
Dio - al contrario di quanto pensavano i mutaziliti - non concede il libero arbitrio all'uomo, essendo ogni atto (compreso quello umano) creato da Dio. Egli dà all'uomo tutt'al più il possesso ( iktis?b ) dell'atto compiuto e il presumere di poter creare qualcosa o di penetrare l'insondabile Volontà divina sono peccati di massima superbia, con la conseguenza che il Volere divino dovrà essere accettato senza condizione alcuna da parte delle Sue creature.
Questo avviene non solo nelle pratiche di culto (modalità minuziose nell'assolvimento della preghiera, senza osservare con precisione le quali l'obbligo non si considera convenientemente assolto; precise ritualità da osservare nel corso del pellegrinaggio obbligatorio a Mecca e nei suoi dintorni) ma anche nell'ottemperare alle precise e cogenti norme alimentari che, secondo lo schema vetero-testamentario, non si giustificano con motivazioni di carattere razionale, in grado cioè di essere percepite dall'intelligenza umana, ma che devono essere accettate come tutto il resto "senza chiedersi il come e il perché" (bi-l? kayfa).
Persona e diritti
Nell'Islam il diritto va inteso come diritto della comunità (Umma), non della persona. L'Islam non conosce la parola "persona", il suo sinonimo è fard (individuo). Il fard è parte integrante e dipendente della grande società islamica (Umma).
Dentro la Umma egli ha diritti e doveri. Se abbandona la religione per ateismo o conversione a un'altra religione, perde tutti i suoi diritti, anzi, è passibile di morte. Perciò la fonte dei diritti nei paesi a maggioranza islamica è la comunità islamica e, in ultima analisi, essa è garante dei diritti e dei doveri che il Corano e la Legge islamica, la šar?'a, riconoscono, concedono e negano.
In quasi tutti i paesi a maggioranza islamica non è consentito abbandonare la fede islamica per aderire a un'altra, con il rischio anche della sentenza di morte, talvolta commutata in carcere.
Anche se l'apostasia non è permessa, nel Cristianesimo è nato il concetto di "persona" in seguito alle dispute cristologiche del V secolo. In questa maniera si è fatta strada una concezione del diritto legata all'essere umano, alla persona umana, che in certo senso (unita all'azione dell'Illuminismo)), rese possibile la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
Invece la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo non è riconosciuta, e non può esserlo, in molti paesi che applicano la Legge islamica. La ragione è che l'Islam ha una concezione dell'individuo e della comunità che è incompatibile con il substrato della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Per questo i paesi islamici hanno elaborato una loro propria Dichiarazione islamica dei diritti dell'uomo.
Fonte: wikipedia.org