Bologna, gli sbattezzi “rattristano” la diocesi

“La sua decisione ci rattrista come capita quando un figlio decide di allontanarsi dalla sua famiglia senza condividerne le motivazioni”. Lo scrive la curia di Bologna a coloro che chiedono di sbattezzarsi in una delle parrocchie della diocesi: l’intento è quello di farli recedere. Ne ha scritto ieri Repubblica, in un articolo intitolato Quei 200 bolognesi scomunicati. Monsignor Gabriele Cavina ha ammesso che, almeno finora, solo una persona ha risposto al loro invito di un incontro, senza peraltro che la ‘pecorella smarrita’ rientrasse nel gregge. Secondo il prelato “con il gesto dello ’sbattezzo’ si rischia di incrinare il rapporto con i propri genitori, i quali chiedendo per il figlio il battesimo facevano qualcosa che ritenevano buono e non nocivo”.

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