Intervenendo ieri alla presentazione di un libro, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della CEI, ha identificato i tre fattori che, a suo dire, “rendono più difficoltoso il compito educativo” nella società contemporanea: come riporta l’agenzia SIR, essi sarebbero il consumismo, l’assolutizzazione della libertà individuale (che, se “diventa il dio dominante, un Moloch, tutto, anche la vita, può essere bruciato in suo nome”) e la sfiducia nella ragione, che troverebbe conferma nella convinzione “che non esiste una verità assoluta”. Parlando della sempre minor presenza dei giovani in parrocchia, Bagnasco ha sostenuto che “fuori dalle nostre parrocchie, da altre parti, non ci sono folle di ragazzi”: certo, molti giovani vanno allo stadio, ai concerti, in discoteca, ma in questi posti i giovani “non si aggregano per fare un percorso educativo, ma per fare altro”.
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